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Albe e tramonti: l’impressionismo dolomitico dell’enrosadira

Sport&natura, Idee romantiche - - di

Quando verso la fine degli anni ’90 visitai per la prima volta una mostra sugli impressionisti rimasi folgorato dai quadri di Monet, nella stessa galleria erano ospitati anche dei quadri dell’espressionista Munch ed anche in questo caso fui rapito dall’uso dei colori e da quello che mi trasmettevano.

Nel tempo ho capito che la cosa dalla quale ero più attratto non era unicamente l’energia racchiusa nel tratto ma anche quel “nonsocchè” di magico trasmesso dall’unione di forme e tonalità. Ero attirato dai colori caldi, dalle tonalità pastello e dai bordi definiti.

Le Coucher Du Soleil La Seine

Le Coucher Du Soleil La Seine – Monet

Credo sia per questi motivi che qualche anno dopo, in una delle mie prime uscite di più giorni in Dolomiti, rimasi praticamente folgorato dalla visione della famosa enrosadira.

Era una sera di fine giugno ed io ero nei pressi del Passo di Costalunga, dormivo al Rifugio Paolina, da qui si ha una vista diretta sulla grande parete della Roda di Vael e su tutto il versante occidentale del Catinaccio. Quella sera, mentre gustavo un panino allo speck e formaggio, vidi la parete tingersi di arancione acceso, degradando poi in rosso fuoco fino ad arrivare nell’arco di un’ora alle tonalità del viola ed infine del blu. L’aria tersa del dopo temporale colorava il cielo di un profondo azzurro pastello che faceva risaltare notido il profilo della Roda e delle cime di Masarè.

Non finii mai quel panino. Caduto in un limbo tra curiosità ed estatico stupore mi si era fermata la masticazione

Enrosadira: per Wikipedia “l’enrosadira è il fenomeno per cui la maggior parte delle cime delle Dolomiti assumono un colore rossastro, che passa gradatamente al viola, soprattutto all’alba e al tramonto”, per me è un momento in cui tutta la magia che circonda questi luoghi incantati prende forma, in cui la montagna mostra la propria Aura e gli uomini sono benedetti dal calore del sole riflesso nelle sue pareti.

Alba da Punta Penia - Marmolada

Alba da Punta Penia – Marmolada

Da quel giorno una sorta di spirito dell’Alchimista si è impadronito di me e mi trovo a vagare per i sentieri in attesa di quel momento, quando il buio fa spazio al sole o quando la luce cede il passo alla sera, alla ricerca del posto migliore in cui godere appieno il magico momento

Ed oggi mi sento pronto:  sì, sento che ora posso condividere con altri alcuni di quei posti che tanto amo!

Orari consigliati: personalmente prediligo l’alba perchè non c’è nessuno in giro, l’aria è frizzante e la visione carica di energia per tutto il giorno. Alzatevi quindi presto,  solitamente nei mesi estivi vuol dire tra le 5:00 e le 5:30. Se invece preferite i toni caldi della sera dipenderà da dove vi trovate (a 2000 metri in luglio l’enrosadira si mostra dalle 21:o0 in poi). In generale il fenomeno è più duraturo e più probabile da vedere durante i tramonti estivi.

Atrezzatura: meglio se portate con voi occhi, naso, orecchie, una giacchettina antivento, del silenzio e un cuore aperto. Assolutamente sconsigliato il telefono acceso, la macchina in moto, appuntamenti a ridosso e pensieri nelle tonalità del grigio.

Luoghi per guardare l’enrosadira all’alba: il mattino presto sono le cime più alte a ricevere per prime il sole e quindi per godere appieno di questo effetto è consigliabile essere a quote un pò più elevate. I tre posti che vi consiglio sono: la sala delle colazioni del Rif. Pian dei Fiacconi (scendete le scale senz afar troppo rumore), il prato di Passo Gardena e il magnifico laghetto di Antorno sulle Ttre Cime di Lavaredo.

Enrosadira sulla Roda di Vael

Enrosadira sulla Roda di Vael

 Luoghi per ammirare l’enosadira al tramonto: la sera esistono molte più possibilità di farsi avvolgere dai dolomitici riflessi. Tutti i principali Passi Dolomitici godono di esposizioni favorevoli così come molte delle principali località turistiche (da Madonna di Campiglio a San martino di Castrozza a Cortina) offrono scorci serali indimenticabili. Nonostante ciò, a parer mio, non dovreste farvi mancare il leggendario tramonto nei prati di Re Laurino. Credo quindi sia imperdibile una visita nel gruppo del Catinaccio dove, se decidete di pernottare, consiglio il Rifugio “A.Fronza” alle Coronelle: un’incantevole nido d’aquila dal quale liberare lo sguardo verso uno dei tramonti più suggestivi di tutte le Dolomiti.

Buone albe e bei tramoni a tutti!

Mattia

 

 

1 commento

  1. Stelvio -
    Ciao Mattia! Sempre interessanti i tuoi articoli. Tu hai descritto e io ero lì conte. Ho avuto anch'io la fortuna di assistere nelle Dolomiti (anche al cospetto della Roda di Vael) a eventi come quelli che tu descrivi. Bisogna viverli per crederci.

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